Il CINEMA –Pasolini e Ninetto

 

13-14-15 agosto ore 22.00 – cortile Collegio Raffaello

 

 

Preceduta da una serie di film che vedono Ninetto Davoli tra i protagonisti, la rassegna di quest’anno inserita nella Festa del Duca – “Cinema Rinascimentale e in costume” –  seleziona all’interno della cinematografia pasoliniana la parte più specificamente dedicata alla messa in immagini di capolavori della letteratura europea (“Il Decameron” e “The Canterbury Tales”) realizzati in contrapposizione all’universo angoscioso della modernità. Con questi due film – appunto “Il Decameron” (1971) e “I racconti di Canterbury” (1972), che costituiscono le prime due tessere della cosiddetta Trilogia della vita - e insieme con quelle “Storie scellerate” affidate nel 1973 alla regia di Sergio Citti ma da Pasolini co-sceneggiate (e da Ninetto Davoli co-interpretate col fratello di Sergio, Franco Citti), la cinecamera di Pasolini va in un certo modo a setacciare  un naturalismo della quotidianità che prelude al Rinascimento ma in esso anche entra e trova accoglienza.  Pasolini – come si sa – prediligeva vicende e spazi storico-sociali che funzionassero da  antemurali all’universo borghese.  A tale disegno culturale – perché non risultasse eccessivamente astruso e ideologico – serviva un contributo di naturalezza e spontaneità offerto da interpreti come Ninetto Davoli.  Ed è in questo senso che la lirica schiettezza dell’attore romano attenua  e, almeno per qualche attimo, sospende   le inquietudini e il pessimismo del maestro-poeta.                                                                          

                                                                                                                                 Gualtiero De Santiti