LA DANZA
 

 

Per il secondo anno consecutivo il gruppo di danza “I Sempij”, sotto la direzione artistica di Raffaele Dessì ed i preziosi consigli di Luigi Bravi, si occuperà dell’animazione della sezione danza della “Festa del Duca”. In questa edizione si porterà in scena non solo una ricostruzione di un momento di vita quattrocentesco, ma soprattutto un’amicizia fra due culture che ha lontanissime origini. Il giovane Federico infatti visse a Venezia facendo da garante per la pace fra la Serenissima, il Papato, ed il conte Guidantonio da Montefeltro, suo padre. Non molti anni più tardi l’onestà ed il coraggio della famiglia Montefeltro fu riconosciuta dalla città lagunare ed il figlio di Federico, Guidubaldo, divenne il capo dell’esercito veneziano, la duchessa sua moglie veniva interpellata per questioni di stato, come ci tramanda il Sanudo nei suoi Diari. Grazie a due conferenze introduttive ed uno spettacolo finale si cercherà quindi di riportare al pubblico lo spirito della danza del tardo quattrocento nella corte di Federico da Montefeltro. Il rapporto fra il Duca e la danza era strettissimo. Per questo motivo fra i suoi cortigiani troviamo il primo maestro di danza nel senso moderno del termine, ossia un professionista pagato per sviluppare coreografie e musiche per danze che poi venivano insegnate ai nobili residenti in città. Lo stesso Castiglione, nel suo Cortegiano, si occupa più volte della danza e dell’abbigliamento consigliando come si debba danzare e vestirsi per non apparire eccentrici o sgraziati. Quest’ anno si eseguiranno quattro danze. Tutte tratte dal de pratica seu arte tripudii, manoscritto di Guglielmo Ebreo, il maestro di danza presso la corte urbinate. Una fu musicata e coreografata da Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, ed inserita nel testo dall’autore per omaggiare l’amico principe. Questa danza verrà leggermente cambiata, non nei passi o nella musica, ma nella coreografia. In questo modo, pur seguendo le indicazioni del Magnifico, daremo vita ad una danza “possibile”, ricordando che nel mondo della danza storica il limite fra ricostruzione filologica e creazione è sempre labile e la ricostruzione delle danze, per quanto scientifica, sia soggetta all’ interpretazione del coreografo oltre che al giudizio di studiosi e spettatore.

 

                                                                                                                                                                                                                                                        Raffaele Dessì

    14 - 15 agosto • ore 18.00 • laboratorio

                ore 21.00 • spettacolo Palazzo Passionei - via Valerio