Il CINEMA - BUZZANCA RINASCIMENTALE

 

Lando Buzzanca è interprete le cui qualità sono state indubbiamente meglio messe a fuoco in film recenti (su tutti il ruolo da protagonista ne I vicerè), ma in grado di vantare una carriera che prende le mosse dai lontani anni ’60 con “caratteri” culturalmente a lui congeniali quali quelli offertigli da Pietro Germi (Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata) e Alberto Lattuada (Don Giovanni in Sicilia). In un qualche modo l’appartenenza a una dimensione che è geografica e meridionale, altrettanto connotabile professionalmente (la comicità farsesca, sbracata ma anche sapiente, della nostra tradizione dialettale), ha potuto contrassegnare la sua evoluzione e il suo cammino nel cinema italiano. E tuttavia Buzzanca – anche per le ragioni appena addotte e come però accade agli interpreti di razza quando crescono sul piano espressivo – pur muovendo dalle sue peculiarità siciliane ha in un qualche modo incrociato qualcosa che sembrerebbe a tutta prima lontano da lui: ad es., la dimensione culturale di Urbino. Quando ebbe a impersonare, nel 1973, sotto la guida di Pasquale Festa Campanile (che l’aveva anche diretto l’anno prima in Ius primae noctis), uno dei ruoli centrali de La Calandria, quello di Lidio. In questo testo basilare del nostro teatro rinascimentale, rappresentato la prima volta proprio nel Palazzo Ducale di Urbino nel 1513, durante le feste di Carnevale, Buzzanca ha portato quella verve e quella esuberanza e immediatezza istintive che ben si addicevano a una commedia “nobilissima et ridiculosa” e che l’avrebbero imposto al più vasto pubblico popolare. Ma questo stesso brio gli sarebbe poi stato ben prezioso anche in occasioni più difficili e prestigiose: per costruire, ad esempio, il personaggio di Mackie Messer in un’edizione napoletana dell’Opera da tre soldi o anche per i ruoli brillanti, o anche drammatici, sempre gestiti con sagacia e intelligenza. L’omaggio che Urbino gli vuol offrire si incrocia dunque con l’omaggio che la Festa del Duca intende rendere idealmente al cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, l’autore della Calandria. Ciò attraverso – nel caso dell’attore siciliano - una contenuta ma significativa rassegna di film e una mostra fotografica che arricchiranno non poco le giornate agostane della Festa.

 

 

                                                                                                                                Gualtiero De Santi

14-15-16 agosto • ore 22.00 • cinema Nuova Luce