LA DANZA
Fondamentale nella formazione culturale dei nobili di tutta
l’Europa, il significato
della danza viene così esplicitato dal Castiglione nel suo “Cortegiano”:
“Ballano i principi, e nel ballare più che in altre cose la loro gravità
mostrano;
ballano i cavalieri, e con ciò la loro leggiadria fanno vedere; ballano le dame
ed
ecco il vero mezzo di scoprire le grazie che serbano in tutti i movimenti
attirando a sé lo sguardo complice del cavaliere. E chi di agilità, chi di
prestezza
e chi d’una ed altra cosa ne riporta dagli spettatori lode non picciola”.Con
la danza, la musica, il canto, le dame mostrano la loro grazia e i cavalieri la
loro cortesia: ma il vero protagonista è lo spettatore, colui il quale tutto ciò
viene mostrato. Il nostro ensemble cerca quindi di riproporre dei momenti
cortesi dove dame e cavalieri ricreano uno spirito prima che un momento. Alla
filologia prigioniera comunque dell’interpretazione si preferisce rifarsi non
solo ai testi coreutici più famosi (il Ballarino, o le stenocoreografie di
Guglielmo
da Pesaro) ma anche alle rappresentazioni pittoriche, le cronache e i testi
filosofici e letterari che introducono alla reale cultura di un popolo e ai suoi
costumi. Verranno ricreati due momenti di danza, uno pomeridiano dove
verrà fatta una vera lezione spiegando oltre che dei passi basilari anche tutta
la teoria che li sorregge, come del resto facevano i maestri dell'epoca, e la
sera
seguirà uno spettacolo nel quale chi il pomeriggio ha imparato può vedere,
correttamente e professionalmente eseguito, un momento di rievocazione.
Raffaele Dessì